Lo psicologo dello sport.

Gli albori della Psicologia dello Sport risalgono a inizio ‘900, ma ancora molti non conoscono questa branca della psicologia né hanno idea di cosa possa fare uno psicologo dello sport.
Eppure è davvero semplice e intuitivo notare come nella prestazione sportiva non sia sufficiente essere allenati fisicamente per ottenere dei buoni risultati, di qualsiasi livello si tratti. E’ facile ricordare numerosi esempi in cui atleti, anche di altissimo livello, siano crollati o abbiano fatto delle figuracce a causa di una tenuta mentale non al livello di quella fisica.
Stress, bassa autostima, timore del giudizio, scarsa motivazione, emozioni negative, fragile coesione di squadra, comunicazione inefficace, timore del risultato, scarsa concentrazione… sono davvero molti gli aspetti mentali che possono incidere in una prestazione sportiva.
Uno degli ostacoli maggiori nella diffusione di questa disciplina è l’automatica associazione tra psicologia e malattia/disagio mentale. In realtà, gli psicologi sportivi si battono da anni per far comprendere che il loro intervento non ha nulla di clinico, ma si rivolge sostanzialmente al miglioramento della prestazione sportiva; si inserisce dunque in una struttura “sana” (perdonate la semplificazione) per farla evolvere e rendere al meglio.
Lo psicologo dello sport non ha il ruolo di individuare soggetti patologici all’interno di una squadra, non è una sorta di spia mandata dal dirigente o dall’allenatore per scovare chissà quali problemi psichici dei giocatori; non fa camminare gli atleti sui carboni ardenti, non li motiva a suon di schiaffoni né li stende sul lettino per l’analisi. Tutt’altro.
Lo psicologo sportivo ha una laurea in psicologia, ha superato un esame di stato, dopodiché si è formato in ambito sportivo. Ha con sé un bagaglio di conoscenze, tecniche e competenze volte al potenziamento della prestazione e al benessere degli atleti, degli allenatori e della società sportiva nel suo complesso. Anche nel campo della psicologia dello sport si trovano test, modelli, tecniche, ricerche… Soltanto che vengono messi al servizio dell’attività sportiva.
Lo psicologo dello sport fa parte dello staff che segue il singolo atleta o la squadra, lavora per il benessere degli atleti come il fisioterapista, l’allenatore, il preparatore atletico, il medico sportivo ecc….
Gli ambiti di intervento sono molteplici: il mental training (NON corrisponde al ruolo del motivatore, ma a un complesso insieme di tecniche e attività, con valenza scientifica, con le quali si allenano gli aspetti mentali della performance), il lavoro sulla coesione di squadra, la formazione degli allenatori, gli incontri con i genitori degli atleti, la promozione… Questi sono soltanto alcuni degli aspetti in cui interviene la Psicologia dello Sport, disciplina che in altri paesi ha già da tempo una notevole rilevanza e che anche in Italia diventerà presto una realtà consolidata.
Gli aspetti atletici vengono seguiti dal preparatore atletico, quelli tecnico-tattici dall’allenatore… e quelli mentali? Ecco lo psicologo dello sport.


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